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Ἀρχική σελίς
Ἀρχική σελίς

BRINDISI
DI SUA SANTITA
BARTOLOMEO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
DURANTE LA CENA NELLA
AMBASCIATA DI SPAGNA PRESSO LA SANTA SEDE

(Roma, 24 Maggio 2018)

Ἐπιστροφή
Ἐπιστροφή

Vostra Eminenza Signor Cardinale Paolo Parolin,

Vostra Eminenza Signor Cardinale Domenico Calcagno,

Vostra Eccellenza Signor Ambasciatore Gerardo Ángel Bugallo Ottone,

Illustrissimo Signor Presidente, dott. Sugranyes Bickel,

Illustrissimo Signor Segretario Generale, dott. Eftimio Tiliacos,

Eminenze, Eccellenze, Onorati Ospiti, Fratelli e Sorelle in Cristo,


Desideriamo esprimere i più profondi sentimenti di ringraziamento per l’invito rivolto alla nostra Modestia e al nostro Seguito, per presenziare anche a questo importante momento di incontro conviviale, che  rinsalda e rafforza importanti legami tesi al dialogo tra le Chiese, tra le Religioni, tra le Culture, le Società ed i Popoli. 
Il Patriarcato Ecumenico, che presiede nella carità la Sinfonia delle Sante Chiese Ortodosse e la nostra Modestia personalmente, hanno sempre considerato il dialogo come un elemento fondante delle relazioni interpersonali, che poi si declinano in tanti ulteriori passi relazionali verso tutto lo scibile umano e ciò che da esso deriva.
In un mondo sempre più oppresso dai fondamentalismi ideologici, economici, religiosi, in cui l’essere umano rischia di divenire non più il soggetto di ogni azione umana, ma un oggetto che subisce le pure conseguenze di una follìa di esclusione, il dialogo resta l’unico elemento di inclusione, grazie al quale possono essere superate divergenze, difficoltà e incomprensioni.
Le nostre Chiese, fedeli all’insegnamento del Maestro, e testimoni della storia bi-millenaria di tanti uomini e donne, Padri e Santi, che hanno con la loro vita brillato per la comprensione dell’altro, per la manifestazione della filantropia divina, non hanno mai avuto paura del dialogo, anche in momenti di scontro teologico o culturale, in cui sembrava che il fondamentalismo di alcuni potesse avere la parola ultima.
Così anche oggi, come Chiese Cristiane, come testimoni dell’amore di Dio Padre e Creatore verso la sua Creatura e il Creato, come testimoni della grazia che il Figlio rende operante tra di noi e come testimoni di quella comunione che lo Spirito Santo sollecita nella storia dell’uomo, possiamo insieme rispondere alle odierne crisi mondiali, possiamo affrontare i temi della giustizia sociale, delle migrazioni bibliche che avvengono in numerose aree del mondo, della pace continuamente minacciata da interessi di pochi, della salvaguardia di questo ambiente naturale, che Dio ci ha consegnato, affinché potessimo custodirlo e non perché solamente potessimo sfruttarlo per la sfacciata bramosìa del consumo sconsiderato.
Il Patriarcato Ecumenico e la nostra Modestia si impegnano in prima persona, affinché il dialogo sia la sola certa risposta ai troppi fondamentalismi che insanguinano tante regioni del mondo. Certamente siamo consci delle difficoltà che tante volte si contrappongono anche al dialogo, ma la Chiesa Ortodossa, come si è espressa nel Santo e Grande Concilio “non sottovaluta le difficoltà insite in questo sforzo, ma le considera nel cammino verso una comprensione comune della tradizione della Chiesa Antica e spera che lo Spirito Santo che "salda insieme l'intera istituzione della Chiesa" (Stichirà dei Vespri di Pentecoste) "provvederà alle insufficienze" (una preghiera dell'ordinazione). A questo proposito, la Chiesa Ortodossa, nelle sue relazioni con il resto del mondo cristiano, non si poggia solo sugli sforzi umani di coloro che sono coinvolti nel dialogo, ma conta innanzitutto sulla guida dello Spirito Santo e sulla grazia del Signore, che ha pregato "che ... tutti siano uno" (Gv. 17,21). (Relazioni della Chiesa Ortodossa col restante Mondo Cristiano, cap. 8)

Signor Ambasciatore, Eminenze, Ospiti onorati,

Permetteteci con questi previ pensieri di ringraziare l’Ambasciata di Spagna per questo momento fraterno, per l’onore rivolto alla nostra Modestia e al Patriarcato Ecumenico, pregandoVi di trasmettere i nostri voti augurali alla Augusta Famiglia Reale, ai Governanti di questo nobile Paese e a tutti i suoi abitanti. Che il Signore della Pace doni serenità e progresso materiale e spirituale alla Spagna e da noi preghiera e benedizione.