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Ἀρχική σελίς
Ἀρχική σελίς

(No title)

Ἐπιστροφή
Ἐπιστροφή

Prot. n. 702


+ B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA, PACE E MISERICORDIA
DALL’ARTEFICE DI TUTTO IL CREATO, IL SIGNORE
E DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO
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Fratelli e Figli nel Signore,

Per grazia di Dio entriamo oggi nel nuovo anno ecclesiastico, continuando “per virtù di colui che ci ha amato”{1} a testimoniare e a dare ragione “della speranza che è in noi”{2} , vivendo nella Chiesa, in Cristo e per Cristo, il Quale ha promesso di essere con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo”{3}.

Sono passati ventotto anni, dalla istituzione, per decisione sinodale, da parte del Patriarcato Ecumenico, della Festa dell’Indizione, come “Giorno di protezione dell’ambiente“, durante il quale nel Sacro Centro dell’Ortodossia si elevano preghiere e implorazioni “per tutta la creazione”. La relativa enciclica patriarcale chiamò l’intero mondo ortodosso e il restante mondo cristiano, ad elevare durante questo giorno suppliche di ringraziamento al Creatore di ogni cosa per il “grande dono della Creazione”{4} e implorazioni per la sua protezione.

Manifestiamo la gioia ed il compiacimento della nostra Modestia per la risonanza ed i ricchi frutti della citata iniziativa della Chiesa Costantinopolitana. Abbiamo dato risalto alle radici spirituali della coscienza ecologica e la necessità di conversione e di riclassificazione dei valori della umanità attuale. E’ stato accertato, che lo sfruttamento e la distruzione del creato costituiscono una distorsione e una cattiva contraffazione dell’ethos cristiano e non una necessaria conseguenza del comandamento biblico “moltiplicatevi e riempite…”{5}, - che la condotta anti-ecologica è un oltraggio al Creatore e violazione dei Suoi comandamenti e che agisce contro l’autentico destino dell’uomo. Non è possibile che esista una crescita durevole a scapito dei valori spirituali e dell’ambiente naturale.

La Santa e Grande Chiesa di Cristo ha promosso e promuove  il potenziale dell’amore per l’ambiente della nostra Fede Ortodossa, che fa spiccare l’uso eucaristico del creato, la funzione del fedele come “sacerdote” della Creazione, che la riporta incessantemente al Creatore di ogni cosa e il valore insuperabile dello spirito ascetico, come antidoto al benessere attuale. Di fatto, il rispetto della creazione appartiene al nucleo della tradizione ortodossa.

Provoca particolare inquietudine il fatto che, mentre è sicuro che la crisi ecologica spesso si intensifica, la umanità, in nome dello sviluppo economico e delle applicazioni tecnologiche, è sorda alle istanze che provengono da ogni parte, per un cambiamento radicale di comportamento di fronte alla creazione. E’ evidente che la contraffazione progressiva dell’ambiente naturale costituisce una conseguenza di un determinato modello di sviluppo economico, che è indifferente delle sue ricadute anti-ecologiche. I vantaggi a breve termini dalla crescita del tenore di vita in alcune regioni del pianeta, semplicemente rivestono mancanza di ragione dello sfruttamento e della depredazione della creazione. L’attività economica, che non rispetta la casa della vita, é una casa priva di leggi e non una casa sottoposta alle leggi. Lo sfrenato economismo della globalizzazione, oggi cammina assieme alla crescita rapida della scienza e della tecnologia che, al di là dei molti suoi benefici, è accompagnato da superbia nei confronti della natura e conduce a svariati suoi sfruttamenti. L’umanità di oggi sa, ma agisce come se non sapesse. Sa che la natura non si rinnova da sé in perpetuo, si mostra tuttavia indifferente per le conseguenze negative del “tecno-commercio” per l’ambiente. Questo miscuglio veramente esplosivo dello sfrenato economismo e dello scientismo, ossia della fiducia illimitata nella forza della scienza e della tecnologia, aumenta i pericoli per la integrità della creazione e per l’uomo.

Il Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa, saggiamente e chiaramente ha definito i pericoli della “legge propria dell’economia”{6},  del suo diventare autonoma dalle necessità vitali dell’uomo, le quali vengono adoperate soltanto all’interno del vitale ambiente naturale, e ha proposto una economia “fondata sui principi del Vangelo”{7}, e di affrontare l’attuale problema ecologico “sulla base dei principi della tradizione cristiana”. La tradizione della Chiesa esige, di fronte alle attuali minacce, “un cambiamento radicale di mentalità e di comportamento”, nei confronti del creato, uno spirito ascetico  di “frugalità e moderazione”{8}, difronte alla “avidità”{9}, della “divinizzazione dei bisogni e all'atteggiamento di possesso”{10}. Il Santo e Grande Concilio ha segnalato con enfasi anche “le dimensioni sociali e le tragiche conseguenze della distruzione dell'ambiente naturale”{11}.

Seguendo le decisioni di questo Concilio, sottolineiamo, in questa nostra Enciclica, il nesso stretto dei problemi ambientali e sociali e la loro comune radice, nel “cuore stolto” senza Dio, nella caduta e nel peccato, nell’uso non appropriato della libertà dell’uomo, donata da Dio. Un interiore “capovolgimento dei valori”, una catastrofe spirituale e morale, precedono  sempre una catastrofe della natura e della società. Quando l’avere domina la nostra mente ed il nostro cuore, allora il nostro atteggiamento, tanto difronte al prossimo, quanto di fronte al creato, è inevitabilmente possessivo e indecente. “L’albero cattivo” produce, secondo la Bibbia, sempre “frutti cattivi”{12}.

Mettiamo in rilievo, rispettivamente, che anche il rispetto verso il creato e verso l’uomo hanno la stessa fonte spirituale e lo stesso inizio, ossia il rinnovamento dell’uomo e della sua libertà piena di grazia. Come la distruzione dell’ambiente e la ingiustizia sociale camminano insieme, così anche il comportamento amorevole verso l’ambiente e la solidarietà sociale sono indivisibili.

E’ evidente che, per affrontare l’attuale crisi assai sfaccettata dell’uomo, della sua cultura e della sua casa, viene richiesta una mobilitazione dai molteplici aspetti  ed un comune impegno. Come tutti i grandi problemi, le crisi latenti coesistenti dell’ambiente naturale e della società, è impossibile che vengano affrontate senza la collaborazione inter-cristiana ed inter-religiosa. Il dialogo è qui un luogo opportuno per far risaltare le esistenti tradizioni di amore per l’ambiente e quelle sociali, per la sensibilizzazione ecologica e sociale, nonché anche per la critica costruttiva del progresso esclusivamente tecnologico ed economico e dei modelli individualistici e di potere sociale, a scapito del creato e della cultura della persona.

Terminando, sottolineiamo nuovamente  la indivisibilità del rispetto nei confronti della creazione e la persona umana, invitiamo tutti gli uomini di buona volontà, alla buona lotta per la salvaguardia dell’ambiente naturale  e il rafforzamento della solidarietà e preghiamo il Signore datore di beni, per la intercessione della Panaghia di Pammakàristos, di donare ai suoi figli “ardore di cuore per tutto il creato”{13} e “di stimolare l’amore e le opere buone.”{14}

1 Settembre 2017
Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore presso Dio di tutti voi









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{1} Rom. 8,37
{2} Cfr. 1 Pt. 3,15
{3} Mt. 28,20
{4} Enciclica per l’indizione del 1 sett.1989
{5} Gen. 1,22
{6} Enciclica, cap.15
{7} Enciclica, cap.15
{8} La Missione della Chiesa Ortodossa nel mondo contemporaneo, cap. 10
{9} Idem.
{10} Enciclica, cap.14
{11} Idem.
{12} Mt. 7,17
{13} Isacco il Siro, Discorsi Ascetici,  Discorso 81
{14} Ebr. 10,24