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Ἀρχική σελίς
Ἀρχική σελίς

OMELIA
DI SUA SANTITA’
K.K. BARTOLOMEO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
DURANTE LA FUNZIONE DEL VESPERO
PER LA CONSEGNA DELLA CHIESA DEL SACRO CUORE
ALLA COMUNITA’ GRECO-ORTODOSSA DI BARI
(Bari, Chiesa del Sacro Cuore, 5 Dicembre 2016)

Ἐπιστροφή
Ἐπιστροφή

Eccellenza Reverendissima Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto, Monsignor Francesco Cacucci,
Eminenze, Eccellenze,
Illustre Signor Console di Grecia, Sig. Stelios Campanale,
Autorità tutte,
Fratelli e Sorelle in Cristo,

E’ felice l’occasione di celebrare questa sera, con tutti voi la memoria del nostro Santo tra i Santi Nicola, vescovo di Mira di Licia, il Taumaturgo, le cui sante Reliquie che emanano mirra, riposano in questa splendida città di Bari.

Mira e Bari, Oriente e Occidente sono spiritualmente legati attraverso questo Santo, la cui venerazione ha varcato tutti i confini degli uomini. Egli è il Santo forse più venerato nell’Oriente Cristiano, dopo la Vergine Maria, la Madre di Dio, la Theotokos, e per questo ogni anno si riversano in questa città miglia di pellegrini ortodossi da tutti gli angoli della terra, per poter passare accanto alla Cripta del Santo, per essere pellegrini con Lui, per ottenere una grazia con le Sue preghiere. E’ confidenziale il rapporto che il fedele ortodosso ha con i Santi, ma è familiare il rapporto che tantissimi fedeli hanno con San Nicola. Testimonianza è il grande numero di Chiese a Lui dedicate e anche la Sua Icona è tra le icone più conosciute e venerate. Non è solo il Santo del mare, che ricorda il suo transito da Mira a Bari, così come viene festeggiato particolarmente dai nostri fedeli Ortodossi di lingua slava nel mese di Maggio con la Festa della traslazione delle Sue Reliquie, ma è il Santo della verità, della mitezza e della giustizia.

Come canta la Innologia della Chiesa d’Oriente, Egli è veramente: Κανών πίστεως καὶ εἰκών πραότητος, ἐγκρατείας Διδάσκαλος, Regola di fede, e immagine di mitezza e Maestro di continenza. Ha difeso la verità delle fede contro Ario, che negava la divinità di Cristo; secondo alcune fonti partecipò anche al Concilio di Nicea nel 325, dove dimostrò tutta la sua sapienza e la sua etica di vita. Fu un vescovo mite ma giusto, come ricordano i racconti sulla salvezza delle tre fanciulle da una vita di peccato e la liberazione dei tre prigionieri innocenti. Ma come Vescovo a Mira, dopo la liberazione del Cristianesimo ad opera del Grande Costantino, seppe organizzare la Chiesa di Cristo con grande attenzione alla purezza della fede e alla giusta condotta della vita dei fedeli.

Con la umiltà ha raggiunto alte vette e con la povertà la ricchezza: διὰ τοῦτο ἐκτήσω τῇ ταπεινώσει τὰ ὑψηλά, τῇ πτωχείᾳ τὰ πλούσια. E quindi un esempio di fede per i credenti di ogni epoca, è il Santo della confidenza, e della rettitudine.

Per questo è anche un Santo ecumenico, che unisce tutti in un abbraccio davanti all’Altare di Dio.

E’ l’abbraccio che sentiamo questa sera, Eccellenza Reverendissima, Arcivescovo di Bari- Bitono, amato Fratello in Cristo, Mons. Francesco Cacucci, della Chiesa Locale con la nostra Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta, e con il suo vescovo il nostro fratello, il Metropolita Gennadios, per la concessione di questo Sacro Tempio per gli usi liturgici della nostra locale Comunità Greco-Ortodossa. La Chiesa è infatti il centro della vita parrocchiale, è il luogo in cui si celebra il Santo Mistero della Divina Eucarestia e tutti gli altri Santi Misteri, è il luogo della contemplazione e della preghiera, è il luogo in cui la Liturgia, Ἔργον τοῦ Λαοῦ, diviene Liturgia dopo la Liturgia e forma la Comunità.

Questo esempio di amore fraterno, che rinsalda gli storici legami tra questa Chiesa di Bari con il nostro Trono Ecumenico di Costantinopoli, è il frutto maturo delle relazioni delle nostre Santissime Chiese, dopo l’incontro benedetto dal Signore, avvenuto più di 50 anni orsono a Gerusalemme, tra i nostri grandi Padri nella Fede, il Papa Paolo VI ed il Patriarca Atenagora, sulle cui orme camminiamo e continueremo a camminare anche la nostra Modestia e il nostro amato Fratello, il Vescovo della Antica Roma, Papa Francesco.

Fratelli e Sorelle, Figli amati nel Signore,

Tutto questo avviene con la preghiera e la intercessione di San Nicola, che ha voluto che questa sera il Patriarca Ecumenico fosse testimone di questo importante gesto d’amore, gesto – non dimentichiamolo – già avvenuto proprio Cinquanta anni fa, nel 1966 - qui a Bari - quando, sull’onda dell’incontro di Gerusalemme e del Concilio Vaticano Secondo, per espresso desiderio del nostro amato Predecessore di beata memoria, il Patriarca Ecumenico Atenagora, e dell’Arcivescovo di Bari Enrico Nicodemo e dei Padri Domenicani,  nella cripta di San Nicola veniva edificata la Cappella Ortodossa, benedetta dall’allora Archimandrita di Napoli, e oggi Metropolita d’Italia e Malta Signor Gennadios.

Sono lontani quegli anni, ma in questo tempo il Signore, il Re della Pace e Salvatore delle nostre anime, ha operato con potenza. Il dialogo teologico tra le nostre Chiese avanza, i rapporti sono fraterni, rispettosi, calorosi, e anche quando le difficoltà compaiono, la pazienza e la preghiera sono le nostre armi. Anche in questo il nostro Santo Padre Nicola ci è Διδάσκαλος, Maestro.

Voglia Dio, per le preghiere del Santo dell’Unità, San Nicola, benedire questa Comunità, tutta la città e tutti coloro che in essa vivono, operano e lavorano per il bene di essa; voglia dare Sapienza e Saggezza alla Sua Chiesa ed ai suoi pastori e a voi amato Fratello Arcivescovo, che ringraziamo di tutto cuore, affinché il nome di Dio sia sempre invocato e glorificato nei secoli. Amen.