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Ἀρχική σελίς
Ἀρχική σελίς

Merssagio Patriarcale Per La Santa Pasqua 2016.

Ἐπιστροφή
Ἐπιστροφή

Prot. N. 450

B A R T O L O M E O
PER MISERICORDIA DI DIO ARCIVESCOVO
DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A GTUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA, PACE E MISERICORDIA
DA CRISTO GLORIOSO RISORTO

***

Fratelli e Figli amati nel Signore,

Di tutto cuore vi indirizziamo dalla sede del Patriarcato Ecumenico il saluto gioioso “Cristo è risorto!”. La Resurrezione di Cristo è il centro della nostra Fede Ortodossa. Senza la Resurrezione, la nostra fede è “vuota” (1 Cor.15,14). Il Verbo Dio con la Sua Resurrezione ha reso incorruttibile e ha stabilito l’uomo, creato a immagine di Dio, ferito  e oscurato dal peccato e gli ha dato di nuovo anche la possibilità di essere a sua somiglianza, fatto di cui era stato privato a causa della disubbidienza.

Cosa significa dunque, la festa di Pasqua, la vittoria della vita sulla morte, in mezzo ad un mondo di violenza e guerre, nel nome naturalmente della religione e di Dio?

Molti sapienti hanno cercato di trovare una soluzione al problema della morte e di andare oltre alle diverse religioni . Noi, Cristiani Ortodossi festeggiamo la Resurrezione di Cristo dai morti e annunciamo con fermezza la sconfitta della morte. Sappiamo che dispensatore della vita è il Verbo di Dio, nel Quale “vi era la vita” (Gv. 1,4). Abbiamo la esperienza lucente della Chiesa, che  la morte è stata vinta attraverso la Resurrezione di Cristo. “L’universo si è riempito di gioia, quando ha sperimentato la resurrezione” (Lodi del Martedì del Rinnovamento). Questa fede fa risplendere tutte le manifestazioni della vita ecclesiastica e si ricapitola nella Divina Eucarestia. Il fatto che nel mondo cristiano e principalmente la Chiesa Ortodossa abbia salvaguardato la Divina Eucarestia come centro della sua vita e della sua spiritualità è indistruttibilmente legata a ciò che la Resurrezione è, il granello della fede, della adorazione  e dell’ethos ecclesiastico. Per questo motivo , la liturgia eucaristica è sempre celebrativa e gioiosa e si lega prima di tutto con la Domenica, il giorno della Resurrezione del Signore.

La espressione più che sconvolgente e la interpretazione della Resurrezione e della sua forza innovatrice sono la immagine della discesa del Signore Gesù Cristo nell’Ade come lo ammiriamo qui nel Monastero di Chora. Il Signore della gloria, essendo giunto fino alle stanze dell’Ade e avendo spezzato le sue Porte, si innalza vincitore, portando con sé Adamo ed Eva, cioè l’intero genere umano, dall’inizio fino alla Fine. “Ora ogni cosa è riempita di luce, il cielo e la terra e le cose di laggiù”. La creazione passa dal regno tetro della morte alla luce che non ha tramonto del Regno di Dio. Il fedele, partecipe della Resurrezione, è chiamato ad annunciare il Vangelo della libertà in Cristo “fino ai confini della terra” (Atti  1,8).

La Madre Chiesa vivendo il mistero della croce e allo stesso tempo della resurrezione, ci chiama oggi a “procedere come portatori di luce” e a “festeggiare assieme  la Pasqua salvifica di Dio”.

Poiché, attraverso la Resurrezione del Salvatore, la umanità è divenuta un solo popolo, siamo stati uniti in un solo corpo. Con la sua Croce e Resurrezione, Cristo ha annientato in modo definitivo la inimicizia esistente. Allo stesso modo, la nostra Chiesa Ortodossa, la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, è la Chiesa della riconciliazione di tutti, la Chiesa dell’amore verso tutti, amici e nemici. Tutti riconciliati, pieni di vita nuova, di vita vera, diventiamo concittadini dei santi e familiari di Dio (Atti 2,15-20).

Purtroppo oggi il terrorismo, le guerre e più generalmente il privare della vita gli uomini, continuano. La sofferenza e l’angoscia delle vittime, diffusi  naturalmente molto velocemente attraverso gli odierni mezzi tecnologici, attraversano l’atmosfera e dilaniano il nostro cuore. Per questo, noi i leader dell’umanità, politici, spirituali ed ecclesiastici, abbiamo un compito ed un dovere d’amore per fare tutto ciò che è necessario per allontanare queste situazioni anomale.

In mezzo a questo odierno “assurdo mondo”, noi Cristiani Ortodossi siamo chiamati a dare la bella testimonianza d’amore e di contributo verso il nostro prossimo, e solo amore.

La Pasqua non è per i fedeli Ortodossi una fuga momentanea dalla atroce realtà del male nel mondo, è la certezza incrollabile che il Cristo che ha calpestato la morte con la morte ed è risorto dai morti , è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt. 28,20).

Questo, fratelli e figli, è anche quest’anno il messaggio pasquale del Santissimo, Apostolico, Patriarcale Trono Ecumenico, il Sacro Centro dell’Ortodossia, verso ogni nostro prossimo: che Cristo è risorto ed è sconfitto il potere della morte; il potere del dominio del forte sul debole; e che solo una “vita che ha cittadinanza” e un tepore dell’amore e un abisso di misericordia e di Grazia inesauribile del Cristo Risorto, che copre tutto l’universo da un confine all’altro, basta a che gli uomini comprendano, che Gesù Cristo è la luce vera e che in Lui vi è la vita e che la vita era la luce degli uomini (Gv. 1,3-4). Questo è il nostro messaggio a tutti i leader politici e spirituali di questo mondo.

Venite, dunque, prendete la luce dalla luce che non ha tramonto del Fanar, il quale, come luce di Cristo, come luce di amore, appare a tutti; e in Lui, “non ci sono tenebre” (1 Gv. 1,5). Diamo ascolto dunque, fratelli e figli, a questo Annuncio di gioia e di amore e come Ortodossi leniamo il dolore della umanità di oggi, col nostro proprio amore e sacrificio.

Gloria al dispensatore di vita, a colui che ha mostrato la luce, l’amore e la pace al mondo e a ciascun uomo personalmente, gloria al Re della Gloria Cristo Gesù, al Vincitore della morte e principe della vita.

Fanar, Santa Pasqua 2016
Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore presso il Cristo Risorto
per tutti voi.