[English] Printer-friendly version
The Ecumenical Patriarch
The Ecumenical Patriarchate
Bishops of the Throne
List of Patriarchs
Other Orhodox Churches
Theological and various articles
Ecological activities
Youth ministry
Interchristian relations
Conferences
Photo gallery
Holy Monasteries and Churches
Creed
Church calendar
Icons
Byzantine music
Contact details

Ἀρχική σελίς
Ἀρχική σελίς

OMELIA di S.S. il Patriarca Ecumenico BARTOLOMEO Io per il 1o anniversario della morte di Chiara Lubich
(Marzo 2009).

Ἐπιστροφή
Ἐπιστροφή

“Inviati da Dio come fuoco sulla terra, avete bruciato ogni errore idolatrico, accendendo fino ai confini della terra la torcia della pietà, o vittoriosi di Cristo” (2o sabato quaresimale, ode 9 del canone).

Carissimi fratelli e sorelle focolarini,

Nel secondo sabato quaresimale la Chiesa Ortodossa si è rivolta ieri ai vittoriosi martiri, giunti a conseguire la corona accordata da Cristo a quanti, come fuoco, hanno acceso fino ai confini del mondo la torcia della pietà bruciando ogni errore idolatrico. Nel contemplare la loro stupenda vittoria la Chiesa riconosce nei martiri gli inviati da Dio per illuminare, come torce di fuoco, tutta la terra.

Rendiamo, pertanto, grazie al Signore perchè dal tempo della prima Chiesa apostolica fino ad oggi non ha mai cessato di inviare come fuoco i vittoriosi che hanno illuminato il mondo liberandolo dalle tenebre. La loro gloriosa dormizione non costituisce il termine, ma l’inizio di più intensa operosità, resa manifesta da quanto Dio continua a compiere mediante le torce di pietà da loro accese.

Per questo motivo siamo oggi qui giunti segnati non da lutto, ma dalla letizia quaresimale che ci invita a rendere grazie al Signore per il dono di Chiara Lubich. Si tratta di un dono accordato non soltanto alla Chiesa romana, della quale è stata figlia fedele e operosa, ma anche alla nostra Chiesa costantinopolitana.

Certo, un anno fa, accanto ai romanocattolici, agli ortodossi e agli altri cristiani anche rappresentanti di differenti religioni e culture si sono soffermati per rivolgere l’ultimo grato saluto a questa donna eccezionale. La partenza di Chiara non ha coinvolto, peraltro, unicamente esponenti religiosi, politici o di cultura. Ovunque, nel nostro mondo travagliato da conflitti e da divisioni, milioni di persone ci siamo ritrovati uniti nella preghiera per accompagnare Chiara giunta al luminoso traguardo del suo pellegrinaggio terreno, reso straordinario dai frutti originati dalla umile e inesauribile laboriosità che ne ha contrassegnato l’esistenza terrena.

Come l’umile Chiara d’Assisi, costituita sua patrona fin dalla giovanile consacrazione verginale, la nostra sorella non si è proposta di realizzare progetti ambiziosi o fondati, comunque, su prospettive umane. Giorno dopo giorno Chiara ha percorso con fede incessante l’itinerario tracciatole dalla Grazia divina sempre accolta come dono. Senza paure o tentennamenti è così giunta, con la forza disarmante e persuasiva del suo sorriso, sorretto da un colloquiare affabile e incisivo. La sua affascinante modestia e limpidità ha suscitato crescente entusiasmo tra donne e uomini, laici e chierici, giunti a seguirla nella “divina avventura”. Così amava definire la formazione del movimento indirizzato ad accendere in tutto il pianeta il fuoco della speranza capace di riscaldare i cuori di tutti gli uomini. Nel volgere di mezzo secolo, il piccolo gruppo riunitosi a Trento attorno a Chiara per soccorrere tante vittime della seconda guerra mondiale ed i poveri della città, ha dilatato gli spazi della carità fino al punto di non conoscere limiti non soltanto geografici ma neppure confessionali.

Anche oggi incontrando voi, suoi seguaci, avvertiamo che il genuino spirito focolarino continua a riscaldarvi gli animi con quel calore che ha destato il nostro stupore giovanile, fin dagli anni dei nostri studi romani, durante i quali abbiamo avuto modo di conoscere Chiara e il suo movimento, contrassegnato dalla gioiosa condivisione dell’amore per il prossimo. Per questo oggi noi siamo venuti tra i focolarini della nostra città per unirci a voi nel rendere grazie al Signore per i doni che continua a concedere mediante la testimonianza di Chiara Lubich. Anche noi abbiamo potuto conoscerla e ammirare, fino all’ultimo incontro al policlinico Gemelli, la fede incrollabile che la guidava nel realizzare quanto il Signore le suggeriva. Nutrita dalla Parola di Dio, l’umile Chiara è stata consapevole, fin dalla giovinezza, di quanto incredibilmente il Signore opera attraverso i suoi servi piccoli e deboli ma fedeli.

Figlia della generosa terra tridentina, resa spiritualmente fertile dal sangue dei martiri Alessandro, Martirio e Sissinio inviati ad evangelizzarla da San Giovanni Crisostomo, nostro predecessore sulla cattedra episcopale di questa città, Chiara Lubich ha nutrito profondo amore per la Chiesa costantinopolitana.

Il Patriarcato Ecumenico ha nutrito, a sua volta, sentimenti di stima nei suoi confronti, già negli anni in cui giungeva al Fanar dal Patriarca Atenagora. Fin dall’avviamento del dialogo della carità, il ruolo di Chiara e del suo movimento, nel ristabilimento della comunione tra le Chiese dell’antica e della nuova Roma, è stato colto da quel nostro indimenticabile predecessore che, accogliendo Chiara con gioia, la chiamava Tecla. Le intuizioni di Chiara e i conseguenti sviluppi del movimento portavano il Patriarca a scorgere in Chiara lo zelo apostolico dell’antica isapostola. Da quegli anni al Fanar abbiamo spesso accolto Chiara, insignita della croce del Patriarcato ecumenico dal Patriarca Dimitrios e dalla nostra modestia.

Contemplando oggi il fuoco acceso da Dio sulla terra mediante l’umile e fedele servizio di Chiara, ammiriamo la preziosa eredità trasmessa innanzitutto a voi focolarini, ovunque impegnati a ricomporre la comunione tra le nostre Chiese in modo di promuovere insieme l’unità dei cristiani, la pace tra le nazioni e la fruttuosa collaborazione tra tutti gli uomini, pur differenti per religione o cultura.

Incredibilmente giunta a riunire nel movimento focolarino non soltanto seguaci delle varie confessioni cristiane, ma anche uomini e donne di differenti religioni o privi di fede, Chiara continua ad attestare come le differenze in materia di fede presenti nell’odierna umanità non costituiscano affatto una minaccia che incombe sulla pacifica coesistenza umana ma, al contrario, sollecitino attivamente tutti gli uomini, nel reciproco rispetto delle differenti posizioni religiose e culturali, a risolvere insieme i problemi del nostro pianeta.

Guardando oggi alla sua feconda vicenda terrena, Chiara ci appare come una meteora che continua ad illuminare attraverso voi, fratelli e sorelle che ne avete ammirato i carismi fino al punto di seguirla nel movimento focolarino. Alla luce della vicenda terrena o, meglio, della “divina avventura” di Chiara, le angosce che gravitano sull’umanità odierna trovano motivi di speranza: è possibile per la famiglia umana la pace e l’aiuto volto a sollevare quanti hanno fame e si trovano in estrema indigenza.

Illuminata dalla fede, Chiara ha risposto a tutte le sfide del nostro tempo, venendo sempre incontro alle crescenti attese di quanti sono entrati in contatto con lei e con il movimento.

Figlia fedele della Chiesa romana, Chiara è stata vicina ai Papi, a partire da Paolo VI e ai suoi successori, in particolare a Giovanni Paolo II. Anche i nostri predecessori e noi personalmente abbiamo avuto modo di ammirarne il genuino e operoso impegno ecumenico e l’illimitata carità, indirizzata ad abbracciare l’intera umanità sofferente.

Nel suo luminoso sorriso possiamo intravedere il superamento dell’ansiosa attesa, la felice visione della mensa comune, il raggiungimento dell’unità delle nostre Chiese sorelle. Tale visione deve guidare noi tutti nel compiere la volontà del Signore illuminando il mondo mediante le opere buone.

Quanto a voi, cari focolarini, una volta posti al seguito di Chiara non dovete temere le prove, quando giungeranno. Rimanete uniti nell’amore fraterno in modo di continuare ad essere costruttori di unità tra i cristiani, di fraternità tra tutti gli uomini, credenti e privi di fede. Proseguite come promotori di pace in tutta la famiglia umana illuminati dal fuoco che Chiara continua a trasmettere mediante la vostra fedeltà ai suoi insegnamenti confermati dalla sua luminosa testimonianza.

Questo tempo quaresimale sia propizio a noi tutti per cingere i nostri fianchi ed accendere le lucerne nelle nostre mani in modo di seguire il Signore consegnatosi volontariamente alla morte, per riscattarci dalla morte e, Risorto dalla tomba, donarci la vita eterna e la sua grande misericordia!