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ENUNCIATO PATRIARCALE PER LA SANTA PASQUA 2009.

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Prot. N. 407

+ B A R T O L O M E O

PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELAL CHIESA
GRAZIA, PACE E MISERICORDIA
DAL GLORIOSO CRISTO SALVATORE RISORTO

Fratelli e Figli amati e desiderati nel Signore,

CRISTO E’ RISORTO!

Un certo giorno del XIX secolo, la umanità triste ha sentito dalla bocca di un filosofo tragico che : “Dio è un morto! Lo abbiamo ucciso… e noi tutti siamo i suoi assassini…Dio resterà morto!| Che altro sono le Chiese se non tombe e sepolcri di Dio! (F.Nietsche)  E ancora qualche decennio più tardi, dalla bocca di un nuovo suo omologo, che “Dio è morto! Vi annuncio, signori, la morte di Dio”(J.P.Sartre)

Queste dichiarazioni dei filosofi atei hanno turbato le coscienze degli uomini. Ne è derivata una grande confusione nel campo dello spirito e della letteratura, dell’arte e pure di una certa Teologia, dove, specialmente in Occidente, si è iniziato a dar voce anche a una “Teologia della morte di Dio”.

La Chiesa naturalmente non ha mai avuto e non ha alcun dubbio che Dio sia morto. Questo è avvenuti nel 33 d.C., sul monte Golgothà a Gerusalemme, sotto Ponzio Pilato, il Governatore Romano della Giudea. Dopo che ha sofferto una Passione inaudita, è stato crocifisso come un malfattore e, verso l’ora nona del Venerdì, disse “E’ compiuto!” e rese lo spirito. Questa è una realtà storica innegabile. L’Unigenito Figlio e Logos di Dio, Gesù Cristo, il Dio vero, è morto “a favore di tutti” di uomini (2 Cor 5,14). Dopo che aveva assunto tutte le nostre cose: corpo, anima, volontà, attività, fatica, agonia, dolore, tristezza, sconforto, gioia, ogni cosa, eccetto il peccato, ha preso su di sé, alla fine,  anche la nostra più grande questione, la morte, e ovviamente nel modo più tormentoso ed umiliante, cioè la Croce.
Fin qui concordiamo con i filosofi. Accetteremmo anche che la chiese, i templi, siano “le tombe”, “i sepolcri” di Dio!. Tuttavia!…

Noi conosciamo, viviamo e adoriamo il Dio vivente, come “un morto che è a capo della vita”! Poco dopo lo spaventoso Venerdì, agli albori di “uno dei sabati”, la Domenica, è avvenuto ciò per cui tutto, attraverso la carne e la passione e la Croce e la discesa agli Inferi è divenuto economia di Dio: la Resurrezione!…
E questa, la Resurrezione,  è allo stesso modo una realtà storica innegabile.

E questa realtà ha conseguenze immediate e salvifiche per tutti noi. E’ risorto il Figlio di Dio, il Quale è allo stesso tempo anche Figlio dell’Uomo! E’ risorto Dio, con tutto il bagaglio della umanità: il Corpo che ha preso dalla natura immacolata della Santissima Madre di Dio, e la Sua Santa Anima. E’ risorto dai morti, “ha rigenerato Adamo risorgendo come Amico degli uomini”. La Tomba di Gesù, il “sepolcro nuovo” di Giuseppe, è ormai per sempre vuoto. Anziché un sepolcro funerario, è sepolcro di vittoria sulla morte, è fonte di vita! Il nuovo Sole di Giustizia è sorto “bello dalla tomba”, donando luce che non ha tramonto, pace, gioia, esultanza, vita eterna!. Si, i templi sono le “tombe” di Dio! Ma Tombe vuote, piene di luce, piene di “odore di vita”(2 Cor 2,16), di profumo pasquale primaverile,  belle, incantevoli, rivestite con mirto di gloria e con fiori di palpabile speranza, tombe vivificanti e testimoni di vita. La morte di Dio, ha riportato indietro le forze dell’Ade.La morte è stata disprezzata di più nel semplice episodio che introduce l’uomo dal vivere alla Vita.

Le Chiese, “le tombe” di Dio sono porte spalancate dell’Amore di Dio, ingressi aperti del tutto dello Sposo, Suo Figlio, che “come Sposo giunge dal sepolcro”, mentre noi fedeli che vi entriamo “festeggiamo la morte della morte, la distruzione dell’ade, la primizia di un’altra vita, eterna, e cantiamo tripudianti colui che ne è la causa, il solo benedetto Dio dei padri più che glorioso”.(Tropario 7° ode Canone di Pasqua)

Per fortuna dunque, che Dio è morto e la Sua morte e divenuta la nostra vita e resurrezione! Per fortuna che esistono tanti “sepolcri” nel mondo, tanti santi templi, dove può entrare liberamente colui che è addolorato, per “scaricare” la propria morte. Per fortuna che esistono le Chiese del Cristo Crocifisso, Morto, Risorto ed eternamente Vivente, dove l’uomo disperato dei nostri giorni, tradito da tutti gli idoli, da tutti i “deùcci” che hanno rubato il suo cuore, cioè l’economia, la ideologia, la filosofia, la metafisica e tutti i restanti “vuoti raggiri“ (Col. 2,8) di questo tempo “fallace”(Inno Akathistos), - trova rifugio, consolazione e salvezza.

Dal Patriarcato Ecumenico, la Madre Chiesa che vive nel suo essere la Passione, il Dolore, la Croce e la Morte e allo stesso tempo anche la Resurrezione del Dio-Uomo, rivolgiamo di cuore a tutti i figli della Chiesa il saluto pasquale e la benedizione, assieme al bacio d’amore di Cristo Gesù, risorto dai morti, che vive in eterno e vivifica l’uomo.
A Lui la gloria, la forza l’onore e la adorazione, insieme al Padre ed allo Spirito Santo, nei secoli. Amen

Santa Pasqua 2009
Il Patriarca di Costantinopoli BARTOLOMEO
fervente intercessore presso Cristo Risorto
per tutti voi